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martedì 07 settembre 2010

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Ferrovia Como-Varese PDF Stampa E-mail
martedì 20 maggio 2008
E’ giunto ala redazione de La Fucina uno sfogo, piuttosto acceso a dire il vero, che ci consente di parlare di un argomento molto interessante: le ferrovie. Viene al di sotto pubblicato integralmente, seguiranno delle doverose precisazioni.

C’era una volta…..
C’era una volta una ferrovia durata lo spazio di un mattino e spazzata via da venti di razzismo che cominciavano a soffiare.
Pochi sono ancora vivi a raccontare del treno che sbuffava vapore e attraversava la Valle Olona.
C’era una volta una linea ferroviaria che portava la gente da Como a Varese in mezz’ora. per me, nato dopo la sua chusura, è solo fantascienza.
Adesso è nata un’idea che solo delle menti bacate potevano portare avanti: costruiamo un’altra strada tra Como e Varese usando il tracciato della ferrovia!!!!
Libereremo i paesi dal traffico…..Allucinante… Ricordo una persona che alcuni anni fa aveva fatto quanto in suo potere per far rinascere le due linee ferroviarie.
per una, in abbandono dai tristi anni 20, c’è riuscito almeno in parte aprendola al turismo, per l’altra niene da fare. Non conosco bene la faccenda, ma penso
che nessuno degli amministratori dei nostri Comuni dove facciamo tanto ecologismo spicciolo abbiano avuto una visione di un futuro molto più lunga del loro naso.
Adesso non è forse il momento di fare davero qualcosa per questi ex posti verdi? A qualcuno dei nostri figli forse pronti a prendere dei posti “di comando”
nella nostra piccola società non viene in mente di portare avanti l’idea di fare ripercorrere al treno anzi, ad una metropolitana leggera, la linea da Olgiate a Varese?
Amministratori dei nostri paesi, non andate solo sui vostri sentieri, andate a vedere che con piccoli spostamenti almento questo pezzo di storia può rinascere.
I fondi? I progetti europei servono a quello non a finanziare altre strade.
P.S.: la ferrovia della Valmorea per il 90 % del suo percorso è ancora libera da costruzioni, attraversa una Valle con poche intersezioni di strade arriva a Castellanza..
E’ la via più comoda per Malpensa e con vetture da metropolitana non bisogna nemmeno toccare il sedime ferroviario. Cosa fanno i soloni della politica?
Allungano la strada passando per la Val Ceresio bucando una collina meravigliosa, poi interrano la linea ecc. ecc.. Ecco come si buttano via i soldi.
Grazie per lo spazio

Corrado“

 

Innanzitutto è bene dire che, sicuramente, gli improperi e gli epiteti diretti agli amministratori locali non sono dettati da astio o da rancore personale quanto, piuttosto, da una profonda preoccupazione per il territorio e, dunque, vogliamo sperare che nessuno si offenda.

Le ferrovie, le sorti e i passati delle ferrovie della Valmorea e della Como-Varese vanno ben distinti: la prima nacque sotto una cattiva stella, iniziata ai primi del secolo fu interrotta dalla Prima Guerra Mondiale, quando si pensò di usarla per creare un collegamento con il Ticino fu bloccata dall’autarchia economica del governo fascista che male vedeva troppi capitali stranieri nel progetto e, infine, negli anni Cinquanta la linea venne soppressa per la scarsità di passeggeri; ora sopravvive solo come linea turistica, il famoso trenino a vapore. La ferrovia Como-Varese visse invece anche i suoi momenti di gloria; costruita intorno agli anni Ottanta del Milleottocento, data in gestione agli inizi del Novecento alle FNM, elettrificata, il suo percorso si snodava tra Grandate e Malnate, toccando i paesi di Lurate Caccivio, Olgiate Comasco, Albiolo, Solbiate. Negli anni Cinquanta venne sempre di più lasciata all’incuria, fu abbassato il limite di velocità dei treni a 50 km/h a causa della scarsa manutenzione, e infine fu soppressa nel millenovecentosessantasei quando il Ministero dei trasporti, presieduto allora da Scalfaro, diede l’autorizzazione per la chiusura della linea che, si disse, era troppo costosa e generava solo costi e nessun beneficio. In quegli stessi anni si stavano costruendo la provinciale di Appiano e la Lomazzo-Bizzarone. La circolazione passeggeri ebbe fine ad Agosto, quella merci a Novembre. Sei anni dopo veniva completamente disarmata, smantellati i binari e condannata alla damnatio memoriae, ad oggi sopravvivono nei boschi solo tre piloni, il sedime ferroviario e qualche casello diroccato che non è stato possibile riutilizzare. Il tracciato è in parte ancora individuabile, tranne che per la zona di Lurate Caccivio, dunque l’idea di un recupero non è tanto di fattibilità: se nel milleottocento qualcuno ha pensato di poter traforare le Alpi, sembra ridicolo dire che nel duemilaotto non si può fare una ferrovia Como-Varese. E’ un problema di volontà politica, di trovare chi gestisca questa ferrovia e, soprattutto, l’eventuale progetto (sostenuto solo sporadicamente) cozza con il progetto, esistente, di usare il tracciato della ferrovia come sede per una nuova strada. Senza contare poi che, terminati i lavori della Arcisate-Stabio e fatti i dovuti lavori a Chiasso, Varese e Como saranno collegate da una strada ferrata. Bizzarro ma vero, una strada ferrata svizzera che porterà un eventuale pendolare a varcare due volte il confine di stato, per andare da Como a Varese. Si potrebbe poi pensare al fattore turistico: Varese è regolarmente collegata a Laveno, una ipotetica tratta Como-Laveno collegherebbe con una sola linea il lago di Como, il lago di Varese e il lago Maggiore. Di pro e contro ce ne sono molti: ad esempio un treno fa solo determinate fermate, a differenza di un bus; però lo scopo di questo articolo non è tanto quello di sostenere una tesi, è invece quello di aprire un dibattito; quindi che si apra.

da  http://www.lafucinacomo.org


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